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Rassegna stampa Master Bioenergia

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Progetto Flexgas

Posted by Cesare Sala su 5 marzo 2008

Valorizzare le risorse energetiche interne ai paesi dell’Unione Europea è uno degli obiettivi prioritari della politica comunitaria. Pertanto sia i carboni disponibili in vari paesi dell’Ue, sia le biomasse coltivate, sia la frazione secca dei rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata urbana e da altre lavorazioni industriali (legno, plastica, residui agricoli, carta, etc.) costituiscono una fonte energetica non trascurabile per generare combustibili sintetici sia liquidi che gassosi.

È questo uno degli obiettivi del progetto triennale di ricerca Flexgas (Near ZeroEmission Advanced Fluidised Bed Gasification) cofinanziato dal Fondo di ricerca Carbone e Acciaio della Commissione Europea. Il progetto, che coinvolge nove partner internazionali con un costo di circa 2,5 milioni di euro, è coordinato da Francesco Miccio, ricercatore presso l’Istituto di ricerche sulla combustione (Irc) del Cnr di Napoli. Flexgas intende valorizzare risorse indigene fossili e rinnovabili, mediante l’impiego della tecnologia di gassificazione in letto fluido, un processo innovativo, efficiente, scalabile e a ridotto impatto ambientale.
Il principio del gassificatore si basa sul fatto che i materiali solidi organici di origine fossile, naturale o derivati da rifiuti possono essere trasformati con un processo termo-chimico in un prodotto gassoso, il gas di sintesi, che è utilizzabile come combustibile in turbine, motori a combustione interna, celle a combustibile e bruciatori, anche in condizioni di cogenerazione per reti di teleriscaldamento.

Gassificatore a letto fluido

La gassificazione presenta diversi vantaggi rispetto all’incenerimento o alla termovalorizzazione. Una prerogativa è costituita dalla possibilità di valorizzare le frazioni di rifiuto ottenute dalle operazioni di raccolta differenziata anche in impianti di scala ridotta. Il recupero di energia e di materiali ad alto valore aggiunto (es. carboni attivi) è possibile nei sistemi a letto fluido che permettono la circolazione e separazione di correnti gassose e solide in modo affidabile, anche ad alta temperatura. Un gassificatore inoltre presenta il vantaggio di impegnare volumi minori, pari a circa un terzo di quelli richiesti da impianti di combustione tradizionali. La tecnologia del letto fluido, inoltre, assicura rispetto al letto fisso un migliore scambio termico ed elevata uniformità delle variabili chimico-fisiche all’interno del reattore di processo. Queste condizioni consentono prestazioni superiori, nonché la possibilità di operare con impianti di medie-piccole dimensioni, quindi di maggior flessibilità.

Oltre a trattare in maniera ecologicamente corretta i rifiuti, con tale tecnologia le aziende potranno riutilizzare i propri scarti per ottenere una buona quota dell’energia loro necessaria per le attività produttive.

Fonte: Almanacco della Scienza CNR

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A Position Paper dell’ European Plant Science Organisation – Un Futuro Sostenibile per la Bio-Energia e i Prodotti Rinnovabili

Posted by Cesare Sala su 14 dicembre 2007

Un Futuro Sostenibile per la Bio-Energia e i Prodotti
Rinnovabili – A Position Paper

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Venezia, 21 settembre 2007

Con il rapporto 2007 del Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) dove è stata evidenziata la necessità di ridurre l’ emissione antropogenica dei gas prodotti dai combustibili fossili e con la direttiva comunitaria che punta l’utilizzo dei bio-combustibili per il 5.75% del sistema di trasporto europeo entro il 2010, e 10% entro il 2020, i ricercatori esperti della biologia vegetale hanno manifestato l’esigenza di agire al fine di realizzare un’ economia perseguibile e una produzione sostenibile di bio-combustibili, prodotti chimici e materiali rinnovabili. Mentre altri Stati hanno già stanziato
consistenti finanziamenti per questo settore di ricerca ( ad esempio, gli USA hanno recentemente stanziato più di 800 Mil$ per progetti sui bio-combustibili), in Europa mancano ancora azioni collettive di questo tipo. Come risposta EPSO, the European Plant Science Organisation, ha fissato una serie di raccomandazioni su come l’Europa possa raggiungere
questi obiettivi.

EPSO rappresenta più di 140 istituzioni accademiche che operano in 25 differenti nazioni e comprende più di 20 000 persone impegnate nella ricerca delle piante

Fonte: EPSO. (2007). Un Futuro Sostenibile per la Bio-Energia e i Prodotti Rinnovabili. Position Paper [On Line]

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