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Rassegna stampa Master Bioenergia

Archive for the ‘Biocarburanti’ Category

Nuovo volume INEA sulle Bioenergie

Posted by Cesare Sala su 28 maggio 2008

L’Inea, Istituto Nazionale di Economia Agraria, pubblica un nuovo volume  nella propria collana Studi e Ricerche:

Bioenergie: quali opportunità per l’agricoltura italiana a cura di Annalisa Zezza.

 

Lo studio vuole fornire un contributo alla comprensione delle dinamiche che hanno determinato la crescente attenzione verso le biomasse, del ruolo del settore agricolo nella loro produzione, delle politiche che possono accompagnarne lo sviluppo, degli aspetti economici ed ambientali connessi. Il volume  è pubblicato dalla Casa Editrice ESI di Napoli

 

 

E’ in linea l’indice dell’opera

Fonte: Bioenergie: quali opportunità per l’agricoltura italiana –  2008

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Produzione Biogas in Europa

Posted by Cesare Sala su 23 maggio 2008

Nel 2006, secondo i dati pubblicati nel Barometro Biogas 2007, la produzione di energia in Europa ha raggiunto i 5,3 MTEP (milioni di tonnellate di petrolio equivalente) con un incremento di oltre il 13% rispetto all’anno precedente.

La produzione di biogas nella UE sta registrando un forte incremento: è raddoppiata negli ultimi quattro anni, con sforzi particolarmente rilevanti in Gran Bretagna e Germania. Sulla base dell’attuale andamento (che ipotizza maggiori sforzi anche da parte di altri Paesi potenzialmente forti produttori, come Francia, Italia e Spagna) si stima che la produzione al 2010 raggiungerà gli 8,6 Mtep. Un valore rilevante, ma che tuttavia è molto lontano dagli obiettivi prefissati. Il “Libro Bianco per lo sviluppo delle fonti rinnovabili“, infatti, nel 1997 fissava a 15 Mtep il valore da raggiungere nel 2010 per i 15 Paesi che allora componevano l’Unione Europea (oggi sono 27).

Figura 1. Produzione Primaria di Biogas in Europa 2006 (Fonte: EurObserv’ER – Biogas Barometer 2007 )

Produzione Biogas in Europa 2006

Nei paesi dell’Unione Europea i metodi attraverso i quali è prodotto il biogas e le tecnologie di valorizzazione impiegate sono molto variabili. Il Biogas può essere ottenuto per: captazione nelle discariche di rifiuti urbani, trattamento dei fanghi di depurazione, prodotto attraverso digestori anaerobici  alimentati con la frazione organica dei rifiuti urbani, con sottoprodotti agro-alimentari, o colture energetiche. Nel 2006 il 58%  della produzione primaria di biogas veniva realizzata nelle discariche (rappresentata in verde chiaro in figura 1), il 18% nelle stazioni di depurazione dei rifiuti urbani (verde più scuro) e il 24% da altre fonti (verde scuro) quali: impianti in aziende agricole, impianti di digestione anaerobica di rifiuti organici urbani e impianti centralizzati di codigestione che operano su rifiuti e sottoprodotti di diversa provenienza (agricola, industriale e urbana).  

La trasformazione del biogas in energia può avvenire per:

  • combustione diretta in caldaia, con produzione di sola energia termica ;
  • combustione in motori azionanti gruppi elettrogeni per la produzione di energia elettrica;
  • combustione in cogeneratori per la produzione combinata di energia elettrica e di energia termica;
  • uso per autotrazione come metano al 95%;
  • immissione nella rete del gas naturale.

Situazione nei principali paesi della UE

Regno Unito

Il recupero di biogas dalle discariche per rifiuti rappresenta in Europa, e in particolare in Gran Bretagna, la più importante fonte di energia alternativa da biomasse. Nel Regno Unito  la produzione elettrica con questo combustibile ha particolarmente beneficiato del sistema nazionale dei “certificati verdi” a partire dal 2002.

Germania

In Germania lo sviluppo della produzione di Biogas nel 2006 è basata principalmente da 3600 digestori anaerobici agricoli di media e piccola dimensione che operano nella produzione di elettricità in unità di cogenerazione (produzione di elettricità e di calore). Il successo si può spiegare attraverso tariffe feed-in molto attrattive e stabili nel tempo, e dalla presenza di numerose imprese specializzate in impianti di produzione di biogas. Circa il 94% degli impianti di biogas operano in codigestione, trattando assieme ai liquami zootecnici altri substrati organici, scarti dell’agroindustria, scarti domestici e della ristorazione, colture energetiche (mais, sorgo zuccherino, barbabietola da foraggio, patate ecc.) e residui colturali.

Danimarca

In Danimarca, la produzione di Biogas viene realizzata principalmente da 20 impianti consortili di codigestione anaerobica che trattano liquami zootecnici, residui organici industriali, FORSU e da piccole-medie unità produttive in aziende agricole.

Svezia

La Svezia ha sviluppato una proprio originale sistema di valorizzazione del Biogas. Il settore in questo paese non è solamente incentrato sulla produzione di energia elettrica e calore attraverso impianti di cogenerazione, ma anche nella produzione di carburante per veicoli e nella immissione nella rete del gas naturale. La maggior parte del biogas proviene dagli impianti di depurazione, ma la sua valorizzazione non è solo per la produzione di elettricità e di calore. Il 17% circa del biogas è infatti destinato alla produzione di biocarburanti, percentuale che salirà entro l’anno a oltre il 21%. A fine 2005 la Svezia disponeva di 779 autobus a biogas e di oltre 4.500 vetture utilizzanti un carburante composto da una miscela di biogas. È in servizio anche un treno alimentato esclusivamente a biogas.

La situazione in Italia

L’italia in Europa è il terzo produttore di biogas, ma condiderando la produzione primaria per 1000 abiatanti l’Italia è solamente al dodicesimo posto, con 6,1 tep/1000 abitanti. Secondo le stime ENEA nel 2006  la stragrande maggioranza dellla produzione di biogas 88% era ancora realizzata a partire dalle discariche, ma a seguito del meccanismo dei certificati verdi si assisteva a un veloce sviluppo degli impianti di digestione anaerobica nelle aziende agricole.

Fonte: EurObserv’ER – Biogas Barometer – maggio 2007

 

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I biocarburanti: Le filiere produttive, le tecnologie, i vantaggi ambientali e le prospettive di diffusione

Posted by Cesare Sala su 22 aprile 2008

Copertina Volume

 

L’Area Science Park di Trieste, con il Coordinamento scientifico: Roberto Jodice, Elisa Tomasinsig  ha pubblicato un nuovo volume sul tima delle bio-energie, in questo caso il tema trattato è quello dei Biocarburanti::

Il volume: ““I biocarburanti: Le filiere produttive, le tecnologie, i vantaggi ambientali e le prospettive di diffusione” 

è un ampio un manuale di oltre 232 pagine che intende contribuire a soddisfare l’interesse e la curiosità degli utenti, descrivendo le caratteristiche, gli aspetti tecnologici, economici ed energetici delle filiere produttive e gli impieghi dei biocarburanti attualmente disponibili, i cosiddetti “biocarburanti di prima generazione“, sottolineandone tanto le potenzialità, quanto i limiti.

Una parte del testo, inoltre, è dedicata al ruolo, che essi sono chiamati a svolgere in quei comparti, in cui, almeno nel breve e nel medio termine, la dipendenza dai prodotti petroliferi potrà essere ridimensionata, ma non superata. Gli scenari di diffusione e sviluppo, conseguenti al quadro normativo attuale, sono delineati alla scala comunitaria, nazionale e regionale, con particolare riferimento al contesto del Friuli Venezia Giulia.

Per fornire una visione prospettica della tematica, la trattazione è completata dalla descrizione dell’attuale stato di maturità dei biocarburanti innovativi, i cosiddetti “biocarburanti di seconda generazione”, ottenuti dalle biomasse ligno-cellulosiche ed al centro dell’attenzione della Comunità Scientifica per le migliori prestazioni.

La presentazione di uno studio di fattibilità tecnico-economica e di una stima della vocazionalità del territorio nei confronti della coltivazione delle colture energetiche dedicate, riportati come allegato al testo, consente al lettore di confrontarsi con degli approcci metodologici, risultati efficaci per la valutazione dell’opportunità dell’avvio delle filiere agro-energetiche in diversi contesti territoriali.
La presentazione di esempi applicativi delle tecnologie descritte sulla base di esperienze condotte sia in Friuli Venezia Giulia che in altre regioni italiane consente al lettore di verificare la fattibilità di alcune ipotesi realizzative.

Il volume è edito dall’Area Science Park di Trieste, con il Coordinamento scientifico: Roberto Jodice, Elisa Tomasinsig.

Fonte: Biocarburanti – Formato PDF – Giugno 2007

 

 

 

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Energia dalle biomasse: Le tecnologie, l’impiego nei processi produttivi, i valori economici ed ambientali

Posted by Cesare Sala su 22 aprile 2008

Copertina Volume

 Il volume: “Energia dalle biomasse – Le tecnologie, l’impiego nei processi produttivi, i valori economici ed ambientali” è un manuale di oltre 260 pagine che fornisce un’ampia panoramica sulla natura e sulle caratteristiche delle biomasse e dei combustibili da esse derivati, nonché sulle potenzialità offerte dalle diverse tecnologie di sfruttamento energetico (rendimenti, potenzialità d’impiego, fattori di criticità) e sulla redditività degli investimenti.

La presentazione di esempi applicativi delle tecnologie descritte sulla base di esperienze condotte sia in Friuli Venezia Giulia che in altre regioni italiane consente al lettore di verificare la fattibilità di alcune ipotesi realizzative.

Inoltre in allegato il manuale presenta le schede colturali delle principali specie a fini energetici 

Il volume comprende anche alcuni esempi applicativi di utilizzo delle biomasse a fini energetici: Centrali termiche a cippato di legna; Impianto dimostrativo con ciclo ORC integrato ottimizzato (Ciclo Rankine Organico); Teleriscaldamento e cogenerazione da legno cippato a Fondo – Val di Non (TN); Impianto dimostrativo per lo sfruttamento di energia e materiali da reflui zootecnici

Il volume è edito dall’Area Science Park di Trieste, con il Coordinamento scientifico: Roberto Jodice, Elisa Tomasinsig.

Fonte: Energia dalle biomasse – Formato PDF – Aprile 2006

 

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Quanto verdi sono i biocarburanti?

Posted by Cesare Sala su 14 febbraio 2008

I biocombustibili producono una minore quantità di emissioni di gas serra rispetto ai combustibili fossili ma, in molti casi, i costi ambientali, complessivamente, non sarebbero affatto a favore di queste nuove fonti di energia. Sebbene i biocarburanti siano prodotti con materie prime rinnovabili, la coltivazione e la lavorazione di queste ultime può provocare un ampio spettro di problemi ambientali. Queste valutazioni derivano da una ricerca realizzata tempo fa da Rainer Zah e dai suoi collaboratori del gruppo «Lite Cycle Assessment & Modelling» dell’EMPA di san Gallo in Svizzera e commentata recentemente sulla rivista internazionale Science da Jorn Scharlemann e William Laurence dello Smithsonian Tropical Research Institute di Balboa, Panama.

Gasoline Hopper Lo studio considera per 26 biocombustibili le  emissioni complessive di gas serra e gli effetti globali sull’ambiente, grazie aun indicatore che contempla , oltre ai danni alla salute umana e all’ecosistema, anche il depauperamento delle risorse disponibili. Il modello applicato considera anche fattori come la perdita di terreno agricolo, di foreste e di biodiversità nel valutare quale fonte di biocarburante sia maggiormente “sostenibile”.Le differenze emerse dal confronto dei diversi prodotti riservano notevoli sorprese: i combustibili derivati dal mais statunitense, dalla soia brasiliana e dall’olio di palma della Malesia, per esempio, potrebbero rivelarsi peggiori dei combustibili fossili.

Le migliori alternative comprendono invece i biocombustibili derivati da residui di produzioni alimentari, rifiuti biodegradabili (es. olio da cucina riciclato) o l’etanolo ricavato da legname. L’uso a scopi energetici di rifiuti e materiali residui presenta un bilancio ecologico migliore di quello dei carburanti di origine fossile: da un lato perché viene a mancare l’elevato impatto ambientale legato alla produzione delle materie prime e, dall’altro, perché vengono ridotte le emissioni dovute al trattamento dei rifiuti.

Complessivamente 21 su 26 biocombustibili considerati emettono il 30% in meno di emissioni di CO2 una volta bruciati rispetto alla benzina, ma per 12 di essi (oltre il 46%) i costi ambientali complessivi risultano superiori a quelli di metano, petrolio e persino carbone. Inoltre almeno per cinque dei 26 biocarburanti esaminati il ciclo delle emissioni di anidride carbonica risulterebbe persino superiore a quello di un combustibile fossile.

Secondo J.P.W. Scharlemann and W.F. Laurance l’analisi non considera inoltre gli effetti indiretti dei diversi biocarburanti in particolare per quanto riguarda l’incremento del prezzo di prodotti agricoli. Affermano inoltre che sia necessario valutare l’impatto complessivo dei biocarburanti considerando fattori aggiuntivi rispetto ai bilanci energetici e le emissioni di gas ad effetto serra.

Fonte: J.P.W. Scharlemann and W.F. Laurance (2007). “How Green are Biofuels?” Science vol 319  4 January 2008 

Fonte:  Ufficio federale dell’energia (UFE). Non tutti i biocarburanti sono ecologici. Berna, 22.05.2007

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