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Rassegna stampa Master Bioenergia

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Le proposte ambientali ed energetiche della Commissione Europea

Posted by Cesare Sala su 21 febbraio 2008

Climate Action Logo La Commissione Europea ha adottato il pacchetto di misure ambientali ed energetiche per lottare contro il cambiamento climatico ed assicurare l’approvvigionamento energetico

Il pacchetto si compone di tre proposte principali:

  • Una proposta di direttiva volta a modificare il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, giunto al suo quarto anno di vita, per comprendere un maggior numero di gas a effetto serra (attualmente lo scambio delle quote concerne solamente l’anidride carbonica) e soprattutto un maggior numero di emissioni provenienti da tutti i grandi settori industriali altamente “energivori”. Nel caso del settore energetico, ad esempio, responsabile della maggior parte delle emissioni UE, le quote, non più gratuite, saranno messe all’asta sin dall’inizio del nuovo sistema, nel 2013. Negli altri settori, vedi trasporto aereo, la transizione verso la vendita delle quote avverrà gradualmente ed eccezioni saranno possibili per i settori più esposti alla concorrenza dei paesi terzi che non fanno nulla o quasi per combattere contro il cambiamento climatico
  • Una proposta di decisione destinata adistribuire tra gli Stati membri gli sforzi necessari a ridurre le emissioni provenienti da settori non rientranti nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione, come i trasporti, l’edilizia, i servizi, i piccoli impianti industriali, l’agricoltura e i rifiuti (per l’Italia – 13%).
  • Parallelamente, una proposta di direttiva volta a promuovere le energie rinnovabili e contribuire a conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni.

A queste proposte vanno aggiunte una proposta relativa alla cattura e allo stoccaggio del carbonio, una comunicazione sulle attività di dimostrazione in materia di cattura e stoccaggio del carbonio ed una nuova disciplina in materia di aiuti di Stato che estende l’ambito dei progetti e aumenta l’intensità dell’aiuto.

Tutto questo per perseguire i seguenti obiettivi:

  • ridurre di almeno il 20% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 e, in caso di accordo a livello internazionale, del 30% entro la stessa data;
  • portare la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili dall’attuale 8,5% al 20% entro il 2020 compreso un obiettivo del 10% nel caso dei biocarburanti (obiettivo vincolante assegnato all’Italia rispetto al consumo di energia totale :17%).

Nel caso dei biocarburanti, oltre all’obiettivo del 10%, la Commissione introduce criteri di sostenibilità ambientale per fare in modo in particolare che i biocarburanti non provengano da materie prime coltivate su terre destinate alla conservazione della biodiversità (foreste, zone protette, zone umide). Inoltre sono previsti criteri per il calcolo dell’impatto dei biocarburanti sulla produzione di gas ad effetto serra (vedi Allegato VII della Direttiva segnalata alla fonte 2)

Su questo punto, quello delle energie rinnovabili e dei biocarburanti, la strategia della Commissione è già stata messa in causa da organismi internazionali, centri di ricerca ed esperti del settore, per i quali il costo ambientale e sociale dello sviluppo dei biocarburanti supererà i suoi benefici..

Le proposte della Commissione passano ora all’esame del Consiglio e del Parlamento.

Fonte 1: Pagina di informazione della Commissione Europea

Fonte 2:  Proposal for a directive on the promotion of the use of energy from renewable sources

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Quanto verdi sono i biocarburanti?

Posted by Cesare Sala su 14 febbraio 2008

I biocombustibili producono una minore quantità di emissioni di gas serra rispetto ai combustibili fossili ma, in molti casi, i costi ambientali, complessivamente, non sarebbero affatto a favore di queste nuove fonti di energia. Sebbene i biocarburanti siano prodotti con materie prime rinnovabili, la coltivazione e la lavorazione di queste ultime può provocare un ampio spettro di problemi ambientali. Queste valutazioni derivano da una ricerca realizzata tempo fa da Rainer Zah e dai suoi collaboratori del gruppo «Lite Cycle Assessment & Modelling» dell’EMPA di san Gallo in Svizzera e commentata recentemente sulla rivista internazionale Science da Jorn Scharlemann e William Laurence dello Smithsonian Tropical Research Institute di Balboa, Panama.

Gasoline Hopper Lo studio considera per 26 biocombustibili le  emissioni complessive di gas serra e gli effetti globali sull’ambiente, grazie aun indicatore che contempla , oltre ai danni alla salute umana e all’ecosistema, anche il depauperamento delle risorse disponibili. Il modello applicato considera anche fattori come la perdita di terreno agricolo, di foreste e di biodiversità nel valutare quale fonte di biocarburante sia maggiormente “sostenibile”.Le differenze emerse dal confronto dei diversi prodotti riservano notevoli sorprese: i combustibili derivati dal mais statunitense, dalla soia brasiliana e dall’olio di palma della Malesia, per esempio, potrebbero rivelarsi peggiori dei combustibili fossili.

Le migliori alternative comprendono invece i biocombustibili derivati da residui di produzioni alimentari, rifiuti biodegradabili (es. olio da cucina riciclato) o l’etanolo ricavato da legname. L’uso a scopi energetici di rifiuti e materiali residui presenta un bilancio ecologico migliore di quello dei carburanti di origine fossile: da un lato perché viene a mancare l’elevato impatto ambientale legato alla produzione delle materie prime e, dall’altro, perché vengono ridotte le emissioni dovute al trattamento dei rifiuti.

Complessivamente 21 su 26 biocombustibili considerati emettono il 30% in meno di emissioni di CO2 una volta bruciati rispetto alla benzina, ma per 12 di essi (oltre il 46%) i costi ambientali complessivi risultano superiori a quelli di metano, petrolio e persino carbone. Inoltre almeno per cinque dei 26 biocarburanti esaminati il ciclo delle emissioni di anidride carbonica risulterebbe persino superiore a quello di un combustibile fossile.

Secondo J.P.W. Scharlemann and W.F. Laurance l’analisi non considera inoltre gli effetti indiretti dei diversi biocarburanti in particolare per quanto riguarda l’incremento del prezzo di prodotti agricoli. Affermano inoltre che sia necessario valutare l’impatto complessivo dei biocarburanti considerando fattori aggiuntivi rispetto ai bilanci energetici e le emissioni di gas ad effetto serra.

Fonte: J.P.W. Scharlemann and W.F. Laurance (2007). “How Green are Biofuels?” Science vol 319  4 January 2008 

Fonte:  Ufficio federale dell’energia (UFE). Non tutti i biocarburanti sono ecologici. Berna, 22.05.2007

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